Cristina Lazzari
RECITAZIONE

Curriculum vitae completo

Nasce a Pisa. Diplomata attrice presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Frequenta i laboratori e in seguito collabora con Peter Clough (già direttore della Guildhall of Music and Drama di Londra) e N. Karopv (Gitis di Mosca) e il lavoro di drammaturgia attoriale del maestro Jose Sanchis Sinisterra. Docente dei laboratori del CUT di Pisa. Coordinatrice e docente di recitazione del progetto “Fare teatro” Fondazione teatro Verdi di Pisa. Come attrice e regista spesso lavora su temi e spettacoli che riguardano il mondo femminile e la contemporaneità. Si occupa di formazione teatrale applicata in settori diversi, come il mondo aziendale associativo-cooperativo e agenzie formative.
Dal 2020 è docente di “Metodologie delle arti performative e attoriali” laurea magistrale SAVS presso l’Università di Pisa , per la quale ha anche curato e partecipato ad alcuni progetti.

Proposta didattica

Lettura drammaturgica
Talìa

Ho deciso di dare un nome a questo mio intervento.
Dare un nome a qualcosa significa dare unicità, far risuonare una memoria nel qui e ora. Creare una possibilità che ancora non conosci. È un inizio, un divenire.
Si chiamerà Talìa.
Talìa, nella mitologia greca, è una Musa: una fanciulla rappresentata con una maschera in mano che ci guarda sorridendo. È la musa della commedia e della poesia pastorale.
Talìa, in greco antico, significa abbondanza e prosperità, ma anche sbocciare, fiorire e, per trasposizione, coltivare.
Talìa invece, in arabo, è letteralmente “Torre di Vedetta”. Avamposto di protezione della città che permette una visione di ampio raggio. Ma sembra anche “colei che legge”, non chiedetemi perché, non conosco l’arabo.
Ma Talìa, come ci ha insegnato il maestro Camilleri, in siciliano dal verbo Taliari, significa anche “guardare con attenzione e intenzione”, studiare con lo sguardo l’altro da noi.
In questo nome è racchiuso il senso del lavoro che proveremo a svolgere.
Credo che ogni buon attore/attrice dovrebbe saper leggere al meglio il mondo che il testo presenta:  più comprendo e approfondisco, più le mie proposte attoriali si elevano e rafforzano in qualità.
Leggere un testo per un attore è come aprire uno scrigno prezioso e più cose scopro e più ho possibilità di far emergere nella mia performance (nel mio acting) qualità interpretative uniche e fuori cliché.
– Quanti modi esistono per affrontare una battuta o una situazione? 
– Chi sono queste persone che parlano?
– Che cosa si stanno dicendo realmente?
– Quali sono le relazioni?
– In quale contesto?
– Che necessità hanno di far accadere un determinata situazione?
– Quale è il loro punto di vista?
– Come far vivere i mondi che i personaggi propongono, quali strumenti posso usare, che ricerche posso mettere in atto?
Nostro compito è far emergere i conflitti, le urgenze, le necessità e gli obiettivi all’interno di situazioni, o qualcuno direbbe di “circostanze date”, dal testo, per generare credibilità e vita.
Agli studenti sarà chiesto di leggere, prima di iniziare le lezioni, tre testi teatrali che saranno indicati successivamente (in base al tipo di gruppo che si formerà).
Insieme sceglieremo se leggere in modo immersivo uno solo dei tre, o frammenti di ciascuno.
Le tre opere avranno caratteristiche drammaturgiche diverse e apparterranno a momenti storici diversi con un orientamento verso la contemporaneità.
Con una lettura creativa e attiva, stimolando l’immaginazione, ma anche la scrupolosa attenzione al testo, proveremo a rispondere alle domande sopra indicate, ma anche e soprattutto ad esercitarne di nuove e imprevedibili.